Il Piano Superiore

Tiburzi

narrato e cantato da testimoni in video

Ilpiano superiore documenta il modo in cui, a più di cento anni dalla sua morte, Tiburzi venga ancora ricordato e raccontato nei luoghi che lo videro agire e in quelli in cui si diffuse il suo “mito”. Più di 70 clip video, estratte da più lunghe interviste, restituiscono – tramite postazioni multimediali – gesta, amori, avventure, scherzi, efferati omicidi compiuti da Tiburzi e dagli altri della sua Banda. L’allestimento di questa sezione è frutto di una lunga ricerca sul campo che ha impegnato per molti mesi una piccola troupe il cui compito era quello di attraversare località della provincia di Viterbo e Grosseto alla ricerca di storie (vere? false? verosimili? Veramente raccontate, e tanto basta a popolare gli immaginari) che avessero per protagonista Tiburzi. Sparsi in alto, pendenti dal soffitto, degli esseri fantastici, mostruosi talvolta.

Sono i protagonisti dei repertori fiabistici locali.

Questo a suggerire l’idea che i briganti, oltre ad essere stati persone in carne ed ossa, sono stati pure figure alle quali veniva (e viene tutt’ora) attribuita una consistenza che è quella distintiva dei personaggi fantastici, dei protagonisti dei racconti orali popolari (la strega, l’uomo selvatico, il carbonaio).

Tre storie particolarmente suggestive, che illuminano i tre volti del brigante Tiburzi (assassino, soccorritore dei poveri e burlone) sono state messe in scena in tre stanze come fossero piccoli teatri pieni di oggetti e storie.

Chiude il percorso di visita una installazione etnografica, Tiburzi redivido, che vuole essere al tempo stesso un omaggio alla nascita del cinema (che coincide grosso modo con la morte del Re del Lamone) e un modo per dire che Tiburzi è ancora vivo (almeno nei racconti e nell’immaginario della gente di maremma).